Arte contemporanea in Val d’Aosta

Il collezionismo non è fatto solo di acquisti, ma anche di tanta curiosità e di un allenamento continuo dell’occhio. Mostre temporanee, musei, fondazioni private. Sono queste le sedi in cui ogni amante dell’arte può documentarsi e scoprire le mille facce dell’arte contemporanea. E quale momento migliore dell’estate per dedicarsi a questa attività? Seguiteci, allora, in questo particolare Giro d’Italia alla scoperta del nostro patrimonio artistico contemporaneo. Prima tappa: la Val d’Aosta.

 

Il Museo Archeologico di Aosta e la Collezione Reverberi

 

A qualcuno di voi, molto probabilmente, il nome di Gian Piero Reverberi dirà poco. Un indizio: Rondò Veneziano. Ve li ricordate? Ecco, il signor Reverberi, compositore di fama internazionale, è il padre del celebre ensemble che ha allietato i nostri anni Ottanta. Tra le sue passioni, però, oltre alla musica c’è anche quella per l’arte contemporanea, tanto da aver messo insieme, negli anni, una delle più importanti collezioni di pittura informale che possa vantare il nostro Paese. Fautrier, Afro, Perilli, Santomaso, Marfaing, Appel, Jorn, Dorazio, Olivieri, Bargoni, Bendini, Lindstrom, Shiraga, Manzoni, Schumacher, Nitsch, sono solo alcuni dei nomi che compongono il catalogo della collezione Reverberi che, per la prima volta in trent’anni, sarà presentata al pubblico in occasione della mostra Una stagione informale, che aprirà i battenti il prossimo 20 giugno presso il Museo Archeologico di Aosta. E’ da qui, che, idealmente, parte il nostro tour alla scoperta dei tesori di arte contemporanea della Val d’Aosta.

La facciata principale del Museo Archeologico Regionale di Aosta che dal 20 giugno ospiterà la mostra dedicata alla Collezione Reverberi

La facciata principale del Museo Archeologico Regionale di Aosta che dal 20 giugno ospiterà la mostra dedicata alla Collezione Reverberi

Le opere in mostra presenteranno una precisa testimonianza dell’arte del dopoguerra, contrassegnata dalla consapevolezza della natura effimera e priva di certezze del presente: essa si traduce in una frustrazione della visione, frutto di un primato che viene riconosciuto al gesto espressivo, alle dinamiche del segno e della materia. Rivoluzione del gesto e poetica del colore e della materia sembrano i veicoli originali cui affidare la creazione artistica, specie attraverso il mezzo della pittura. Automatismi psichici di matrice surrealista ed attenzione per le varianti delle filosofie dell’esistenza vanno a comporre quel singolare e composito organismo artistico e culturale che solitamente viene definito Informale.

 

Da Aosta a Châtillon: la collezione del Castello Gamba

 

Dal capoluogo della Val d’Aosta a Châtillon ci vogliono circa 30 minuti di macchina. Qui, arroccato su un promontorio roccioso che domina il centro abitato, si erge il Castello Gamba circondato da circa 7000mq di giardino all’inglese. Costruito agli inizi del Novecento, il Castello è dal 1983 proprietà della Regione Val d’Aosta che qui custodisce la sua collezione di arte moderna e contemporanea.

Un'opera della collezione esposta nelle sale del Castello Gamba

Un’opera della collezione esposta nelle sale del Castello Gamba

Il percorso espositivo del Castello Gamba si snoda attraverso 13 sale distribuite sui due piani dell’ edificio e presenta una selezione – curata da Rosanna Maggio Serra – di 150 opere tra dipinti, sculture, installazioni, raccolte grafiche e fotografiche, che vanno dall’Ottocento ad oggi. A fianco delle opere dei maestri del ‘900 tra le quali sculture di Martini, Mastroianni, Manzù, Arnaldo e Giò Pomodoro e dipinti di Casorati, De Pisis, Carrà, Guttuso, la collezione documenta la produzione figurativa italiana della seconda metà del secolo sino ad esponenti della ricerca contemporanea come Schifano, Baruchello, Rama, Mainolfi. Un’ampia scelta di opere testimonia inoltre con varietà i movimenti che hanno animato la scena artistica italiana negli ultimi 25 anni: sono rappresentati dall’ultima Pop Art alla Poesia Visiva, passando all’Astrattismo e geometrico e all’Informale, o ancora all’Anacronismo e Citazionismo e dalla Transavanguardia sino ai Nuovi-Nuovi e all’Arte Debole. Particolare rilievo è dato al territorio valdostano attraverso l’attività degli artisti locali, o attivi nella Valle su committenza regionale.

 

A Etroubles avant toi sont passés…

 

A 40 minuti da Châtillon si trova il borgo medievale di Etroubles che, nel 2005, grazie ad un progetto di riqualificazione e di valorizzazione del centro storico finanziato dal Fondo Sociale Europeo, si è trasformato in un vero e proprio museo a cielo aperto, una galleria d´arte permanente con le opere di artisti di fama mondiale e la collaborazione della Fondation Gianadda di Martigny.

Italo Bolano, Via Francigena

Tra gli artisti italiani: il pittore e scultore Salvatore Sebaste, fra i maggiori esponenti dell’arte del Mezzogiorno, gli scultori ferraresi Alberto Gambale e Sergio Zanni, il pittore milanese Carlo Brenna ed il fiorentino Andrea Granchi. Tra i francesi: Albert Féraud, il più noto scultore vivente d’Oltralpe, Guido Magnone, la pittrice Evelyne Otis Bacchi. La sezione francese è arricchita da un’opera del pittore scenografo Norbert Verzotto, da poco scomparso, donata gentilmente dalla famiglia. Tra gli svizzeri spicca Hans Erni, il più famoso artista elvetico, ma c´è anche Yves Dana. Figura, infine, anche Assaf Mekhtiev, originario dell’Azerbaidjan e residente ad Aosta.
Aprono e chiudono il percorso sculture in legno dei valdostani Giulio Schiavon e Siro Viérin e alcune creazioni di Chicco Margaroli e Franco Balan. Nel 2006, inoltre, sono state introdotte due opere dell‘artista Italo Bolano dell‘Isola d‘Elba, mentre il 2010 ha visto l‘inaugurazione dei lavori di Michel Favre di Martigny e di Chicco Margaroli di Aosta: queste due opere abbelliscono la piazza Emile Chanoux all’interno della zona pedonale.

 

Il percorso

 


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4 Commenti

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Nicola è questa un’ idea davvero entusiasmante. Si potrebbe definire come “LA GEOGRAFIA dell’ARTE MODERNA ITALIANA”, non pensi che sia un bel titolo, Abbiamo sempre usato il termine “STORIA” che nelle migliori interpretazioni sa sempre di passato dove pochi ci si orientano, mentre la “GEOGRAFIA” ci permette di avvicinarci con maggiore curiosità all’arte anche perché tantissime cose le troviamo sotto casa con nostro grande stupore!!!
    Quando entrerai nelle Marche fammelo sapere, cercherò di rendermi utile.
    Un caro saluto, Daniele

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Daniele. Grazie mille. Il tuo aiuto per l’itinerario marchigiano sarà preziosissimo per scoprire qualche tesoro nascosto della tua bella Regione dove, peraltro, passerò parte delle mie vacanze estive. Chissà che non ci sia modo di vederci. Un caro saluto. Nicola

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Gentilissimo Nicola quando sarà ora potrò indicarti degli itinerari meno noti, poi se ti va di vederci sono a tua completa disposizione, i miei riferimenti li hai!!!
    Saluti, Daniele

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