Venezia e la Biennale OFF: 5 mostre in laguna da vedere

Se dopo gli 89 padiglioni della Biennale di Venezia la vostra fame di arte non è ancora saziata, ecco una selezione di 5 mostre che si terranno in laguna che vi conviene non perdere. E se poi non vi basta ancora, sappiate che per tutta la durata della  56.a Esposizione Internazionale d’Arte sono ben 44 gli eventi collaterali in programma, promossi da enti e istituzioni internazionali che allestiscono le loro mostre in vari luoghi della città. A cui si aggiungono tanti altri appuntamenti…

 

Alessandro Cardinale – IN BETWEEN

 

La Galleria L’Occhio di Venezia (Dorsoduro 181-185), presenta la mostra personale di Alessandro Cardinale – I N  B E T W E E N, a cura di Elisabetta Donaggio. La mostra raccoglie alcuni lavori inediti riguardanti la serie Nu Shu e l’opera esposta nel 2014 alla Factory 798 Art District di Pechino in occasione della Biennale Cina – Italia.  Nu Shu è un lavoro incentrato sulla scrittura e la comunicazione, in particolare sull’omonimo linguaggio segreto creato in epoca imperiale, all’insaputa dell’uomo, dalle donne cinesi per poter comunicare tra di loro le proprie memorie ed esperienze tramite dei ricami su ventagli e vestiti che venivano scambiati dagli uomini per semplici decorazioni. Si trattava invece di messaggi cifrati che si tramandavano di generazione in generazione come testimonianza silenziosa della condizione femminile di quel tempo. Come una scultura ha diversi punti di osservazione anche questo lavoro cambia in base al punto di vista dell’osservatore fino a mutare del tutto sia nell’aspetto che nel significato. L’opera è composta da un insieme di strisce di cotone montate su una struttura di legno per richiamare i ventagli sui quali venivano scritti i messaggi. Le strisce di cotone sono sagomate a mano una ad una ed assemblate facendo in modo che solo da una determinata posizione si possa percepire un volto femminile orientale ma, una volta persa quella posizione, il “messaggio” ritorni ad essere incomprensibile.

 

Alessandro Cardinale - Nu Shu - cotone + legno - 84x84x15cm - 2015

Alessandro Cardinale – Nu Shu – cotone + legno – 84x84x15cm – 2015

 

The Intruders

 

In occasione della 56. Biennale di Venezia, Cescot Veneto organizza, fino al 28 giugno,  The Intruders, mostra collettiva curata da Federica Bianconi e Daniele Capra che vede la partecipazione di dodici tra i più significativi giovani artisti della scena italiana, ciascuno dei quali si è misurato con uno spazio della città lagunare mettendo a punto una strategie basata sull’intromissione ed il disturbo. Il progetto, che vede una mostra corale diffusa in oltre dieci sedi, si avvale della fondamentale collaborazione di numerose istituzioni, associazioni e luoghi espositivi veneziani che – con gradi differenti di adesione – hanno consentito alle opere di intrudere nel proprio spazio. Gli spazi coinvolti sono: Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio Regionale del Veneto, San Sebastiano Università Ca’ Foscari, Liceo Artistico Statale, Liceo Classico Marco Polo, Spazio Thetis, AplusA, Museo Ebraico, Fabbrica del Vedere, Libreria La Toletta, We Crociferi, Squero Tramontin, Confesercenti Venezia. The Intruders nasce da una riflessione sulle potenzialità che ha un’opera di essere estranea rispetto al contesto in cui è ospitata. Essa può essere inattesa nella sua collocazione fisica, nei contenuti, nel processo realizzativo o intellettuale che la hanno determinata, che ne fanno il prodotto di una serie di istanze di ordine complesso estranee alla sua destinazione. Rivendicando la propria carica eversiva rispetto all’ambiente che la circonda. l’opera viene portata al suo massimo grado di  dispositivo che persegue la propria stessa clandestinità. La fruizione delle opere viene quindi frantumata attraverso un percorso espositivo che si snoda in svariati spazi della città, spingendo il visitatore a provare l’esperienza del flâneur, della persona che interagisce con il contesto cogliendo le diversità e gli aspetti significativi della città.

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The Bridges of Graffiti

 

Nell’ambito degli Eventi Collaterali della 56. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, arriva la street art torna in laguna con la mostra The Bridges of Graffiti Un evento che arriva trent’anni dopo “Arte di Frontiera. New York Graffiti”, la mostra curata da Francesca Alinovi che nel 1984 portò in Italia i principali esponenti del graffitismo newyorchese, e che conivolge dieci gli artisti  – Boris Tellegen, Doze Green, Eron, Futura, Mode2, SKKI ©, Jayone, Todd James, Teach, Zero-T – che lavoreranno per la prima volta insieme per realizzare una singola opera collaborativa, una sorta di Hall of Fame sui muri dello spazio Arterminal (il terminal passeggeri di San Basilio), alla quale si aggiungeranno una serie di opere site specific create appositamente per l’evento.  Arterminal diviene così una metafora pertinente e che racconta, nel caso di questo primo esperimento una forma d’arte non convenzionale che viene messa in relazione con l’illustre tradizione della Biennale di Venezia.

Futura, The constructivist, 2015

Futura, The constructivist, 2015

 

The beauty between order and disorder

 

In concomitanza della sua partecipazione alla Biennale di Venezia con una suggestiva opera all’interno della mostra PresentNearness curata da Susan Mains e Francesco Elisei, Francesco Bosso, artista fotografo e interprete italiano del paesaggio e della natura selvaggia in bianco e nero, è presente a Venezia anche con la mostra  The beauty between order and disorder, a cura di Walter Guadagnini, che rimarrà allestita presso il Centro Culturale Candiani fino al 28 giugno prossimo. L’esposizione permette di seguire l’evoluzione più recente della ricerca di Bosso in un viaggio attraverso oltre 60 fotografie che accompagnano lo spettatore alle origini del paesaggio e alle radici della fotografia. 60 opere che fanno emergere una nuova visione delle complesse dinamiche della Natura che siamo abituati a classificare come Ordine e Disordine, dove le forme apparentemente caotiche nascondono sorprendenti ritmi di regolarità e dove paesaggi frammentati, dune in movimento, rocce scolpite, acque agitate, si inseguono alternando momenti di Ordine a momenti di Disordine.

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FAULTLINE / TIMELINE

 

Una dimora storica nel cuore di Venezia. Trasformata in uno scrigno dove, grazie all’arte contemporanea, spazio e tempo si espandono verso dimensioni altre. Fino al 22 novembre 2015 Palazzo Bembo ospita Beat Kuert in FaultLine / TimeLine, installazione site-specific inserita nel progetto collettivo Personal Structures / Crossing Borders, evento collaterale alla 56a Biennale d’Arte prodotto dalla Global Art Affairs Foundation e realizzato con dust&scratches pictures and scenes. Nato come regista cinematografico, sperimentatore delle avanguardie dell’immagine e dei linguaggi di frontiera, Kuert prende possesso di una delle magnifiche sale affacciate sul Ponte di Rialto, astraendola dalla realtà sensibile e plasmandola in forma di scatola onirica, dove le leggi dello spazio e del tempo si piegano a quelle della percezione sensibile, in uno scambio osmotico tra l’opera e lo spettatore. Una FaultLine, spaccatura fisica e al tempo stesso ideale, attraversa le pareti e il pavimento della sala di Palazzo Bembo in cui agisce Beat Kuert; una TimeLine scorre in forma di immagini video lungo tre schermi posti sul pavimento, su cui si affacciano i dipinti. L’immaginario visuale si orienta sul cinema espressionista tedesco, con particolare riferimento al Metropolis di Fritz Lang, orchestrando un ritratto del presente che nasce dalla critica della società contemporanea; con lo spazio urbano e le sue architetture che si trasformano in quinte teatrali per la rappresentazione del Caos.

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1 Commento

  • Stefano Armellin ha detto:

    Aggiungerei : Dancing makes me joyful, di Lena Liv con Lindy Nsingo, fino al 15 agosto 2015, a Palazzo Flangini accanto a Piazza San Geremia. Qui l’intesa fra le due artiste é fortissima e la stampa su vetro delle foto nonché l’originalità della composizione d’insieme ne fa una mostra singolare. Al piano di sopra il Padiglione delle Isole Maurizio non regge il confronto. Stefano Armellin http://armellin.blogspot.com

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