Venezia polo di riferimento per il Diritto connesso all’Arte

Una vista dalla Sala dell'Albergo della Scuola Grande di San Rocco dove si è tenuto il primo incontro del ciclo Arte e Diritto organizzato dalla Camera Arbitrale di Venezia
Una vista dalla Sala dell'Albergo della Scuola Grande di San Rocco dove si è tenuto il primo incontro del ciclo Arte e Diritto organizzato dalla Camera Arbitrale di Venezia

Stregato dalla straordinaria Crocifissione di Jacopo Tintoretto, summa di torsioni manieristiche dei corpi e di cromatismi accesi da guizzi luministici, un pubblico composito di galleristi, antiquari, collezionisti, avvocati e commercialisti ha presenziato alla prima conferenza del ciclo “Arte e Diritto” svoltosi nella Sala dell’Albergo della Scuola Grande di San Rocco venerdì 20 aprile.

L’iniziativa, promossa dalla Camera Arbitrale di Venezia, è stata fortemente voluta dalla sua presidentessa Patrizia Chiampan per approfondire e scandagliare il complesso intreccio che lega l’arte a tutta una serie di temi giuridici che ne regolamentano parzialmente diversi suoi aspetti.

Il progetto è partito per sottolineare il ruolo propositivo delle sue forze professionali che intendono fare quadrato per tutelare un settore che patisce ancora carenze legislative ed organizzative. Lanciando dunque Venezia come punto di riferimento e luogo di incontro per discutere il tema del Diritto connesso all’Arte, mandando un forte segnale al mondo degli “addetti ai lavori” di vivace capacità di rinnovarsi che rivendica ancora la città.

I “contenitori” deputati ad ospitare volta per volta i convegni sono stati scelti per la loro valenza storica strettamente connessa all’arte. Quindi la Scuola Grande di San Rocco, – unica confraternita che persegue ancora i suoi originari intenti caritativi e che al suo interno conserva intatte le opere di Tintoretto che, per ottenere l’incarico della decorazione si intrufolò di notte collocando direttamente ed in anticipo sui rivali il telero con San Rocco, – ha fornito l’imprinting agli incontri successivi.

Il Comitato scientifico organizzatore del ciclo di incontri: Fabio Moretti (Avvocato. Partner Studio Legale Moretti Burgio, Milano), Patrizia Chiampan (Avvocato. Presidente della Camera Arbitrale di Venezia), Roberto Spada (Dottore Commercialista. Partner Studio Spada Partners, Milano); Lavinia Savini (Avvocato. Partner Studio Legale Idealex, Bologna – Milano)

Il Comitato scientifico organizzatore del ciclo di incontri: Fabio Moretti (Avvocato. Partner Studio Legale Moretti Burgio, Milano), Patrizia Chiampan (Avvocato. Presidente della Camera Arbitrale di Venezia), Roberto Spada (Dottore Commercialista. Partner Studio Spada Partners, Milano); Lavinia Savini (Avvocato. Partner Studio Legale Idealex, Bologna – Milano)

Il prossimo, previsto 11 maggio dal tema “Gli operatori del mercato”, sarà ospitato nella sede di Cà Pesaro, palazzo barocco sul Canal Grande e sede della Galleria d’Arte Moderna di Venezia; poi Palazzo Ducale e, a seguire, la sede della Biennale e poi ancora, scrigni a sorpresa.

Questo primo incontro, incentrato sul tema del “Collezionismo” ha visto come relatrice strettamente legata alla città Karol Vail, nipote di Peggy Guggenheim ed attuale direttrice di Cà Venier dei Leoni, che ha delineato la figura ideale del collezionista: un mix magico di istinto possessivo, ambizione politica e sociale, fascinazione per la vita dell’artista, componenti che lo portano in forma quasi ossessiva a giocare d’azzardo, alternando all’aspetto romantico la vena affaristica mirata all’investimento.

Due gli esempi contrapposti: Caterina II di Russia, che avviò la raccolta dell’Ermitage rilevando la straordinaria collezione di Robert Walpole ed eredi, in un momento in cui l’Impero britannico non era in grado di superarne l’offerta di 40.000 sterline, e i coniugi Dorothy ed Herbert Vogel, modesti funzionari americani della middle-class, che acquistavano per puro piacere opere che dovevano rispettare tre parametri imprescindibili: essere poco costose, trasportabili in taxi o metro, adattabili alla loro camera da letto. Con passione e dedizione diedero vita ad una ricercata collezione post anni ’60.

Immancabile poi il riferimento alla nonna Peggy, leggendaria icona femminista di collezionista-imprenditrice capace come fu, al motto di “1 quadro al giorno”, di rendere dal 1948, anno dello sbarco della sua raccolta in laguna, ad oggi, la sua casa uno dei musei più frequentati di Venezia.

A seguire Antonio Dalle Nogare collezionista di Bolzano approdato all’arte una volta infranto il suo sogno di agonismo tennistico internazionale. La delusione lo portò a trovare nel collezionismo una nuova ragione esistenziale, spingendolo a New York dove, di fronte a Donald Judd, sentì accendersi nuovamente la passione, reindirizzando i suoi istinti. Fondamentale per lui basare le scelte sulle sensazioni, instaurando poi un rapporto simbiotico con gli artisti, creando un museo nel territorio e trasformandolo in residenza; partita come collezione privata, divenuta poi società, infine fondazione, definita da regole precise.

Altro esempio quello del veronese Giorgio Fasol che, dalle figurine, ai francobolli, passò all’arte contemporanea, galeotto un Morandi che cercò di acquistare da ragazzo nel 1958; all’epoca disponeva di 350.000 lire e il quadro visto in galleria di Verona costava 1.500.000 lire. Poi la scintilla si accese davanti ad un Fontana in mostra a Brescia. Il suo obiettivo era quello di rischiare acquistando 1 opera alla prima mostra degli artisti. Un azzardo cui solo il tempo, giudice implacabile, ne saprà determinare il valore.

I relatori del primo incontro, dedicato al "Collezionismo", del ciclo su Arte e Diritto organizzato dalla Camera Arbitrale di Venezia

I relatori del primo incontro, dedicato al “Collezionismo”, del ciclo su Arte e Diritto organizzato dalla Camera Arbitrale di Venezia

Nel campo del restauro, ugualmente protagonista è il tempo che interviene invece nella durata delle opere d’arte, sia antiche che contemporanee, come ha testimoniato Isabella Villafranca Soissons raccontando alcuni casi di cattiva manutenzione o degenerazione delle opere. Ha riportato la sua esperienza di restauratrice testimoniando come in molti casi sia fondamentale una contrattualizzazione per tutelare sia l’artista che il collezionista di fronte al deperimento irreversibile dei materiali; clamoroso l’esempio dell’opera in gomma di Loris Cecchini, afflosciatasi su se stessa e rifatta ex novo dall’artista. Altrettanto interessante il ruolo del restauratore nel contribuire, attraverso esami non invasivi, all’attribuzione di autenticità delle opere analizzando materiali e tecniche con metodi riflettografici.

Entrando nell’ambito strettamente giuridico, Lavinia Savini ha spiegato l’importanza della contrattualizzazione anche per contrastare fenomeni di falsificazione e ricettazione di opere d’arte. A fronte di un mercato ancora sostanzialmente deregolamentato, un accordo tra le parti, artista e collezionista, diviene traccia, titolo che ne comprova liceità al pari dell’archiviazione.

Altro punto scottante, con l’acquisto di un’opera non si acquista il diritto di immagine che resta ancora proprietà morale dell’autore. In caso di controversia, può essere esempio di affidamento della questione appunto alla Camera Arbitrale, che consentirebbe di risolverla con velocità, competenza e riservatezza. Infine, tema delicato, spada di Damocle per il mercato, il diritto di seguito che prevede che gli artisti usufruiscano in percentuali variabili degli incrementi successivi alla prima vendita per 70 anni.

Roberto Spada si è addentrato specificatamente sulla tassazione legata alle opere d’arte non ancora chiaramente regolamentata, dove la discriminante risulta la figura dell’operatore, se collezionista privato, speculatore occasionale o mercante d’arte. Quasi la differenza fosse la finalità: commerciale o per amore.

Altro tema molto sentito quello successorio poiché le opere d’arte rientrano nell’asse ereditario. Ancora poche le norme, dove si evince che è sottile il discrimine tra mercato e collezionismo. Argomenti di grande attualità per un pubblico mirato che verranno approfonditi negli appuntamenti successivi e che dimostrano, vista l’affluenza a questo primo incontro, come il mercato dell’arte sia un settore in continua fibrillazione e su cui si sente l’esigenza di discutere.

Il programma dei prossimi incontri:

11/05/18 Gli operatori del mercato

22/06/18 Art restitution

21/09/18 Finanza e fiscalità nell’arte

19/10/18 Privati, istituzioni ed imprese nell’arte

23/11/18 Vincoli e soprintendenze

18/01/19 La regolamentazione del mercato: esempi di ordinamenti esteri

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1 Commento

  • Venezia Help ha detto:

    Articolo molto esaustivo su un argomento attuale e sentito. Davvero interessanti anche i programmi dei prossimi incontri, che coprono argomenti specifici interessanti sia per gli addetti del settore, sia per i semplici appassionati.

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