Wunderkammern Gallery: prima milanese con Blek le Rat

Blek le Rat, La scène de Leonardo, 2015. Una delle opere dell'artista francese che saranno esposte nella mostra Propaganda, che segna l'inizio dell'avventura milanese della Wunderkammern Gallery.
Blek le Rat, La scène de Leonardo, 2015. Una delle opere dell'artista francese che saranno esposte nella mostra Propaganda, che segna l'inizio dell'avventura milanese della Wunderkammern Gallery.
La galleria romana Wunderkammern raddoppia e apre una nuova sede a Milano che sarà inaugurata domani (20 gennaio) con una prima assoluta per l’Italia: Propaganda, personale dell’artista francese Blek le Rat. Considerato l’iniziatore della Stencil Art e uno dei fondatori del movimento della Urban Art, Blek le Rat (Xavier Prou, Parigi, 1951) è uno degli artisti più influenti per quanto riguarda le pratiche attuali della Street Art, tanto che lo stesso Banky, parlando di lui,  ha affermato: «Ogni volta che penso di aver dipinto qualcosa di leggermente originale, scopro che Blek Le Rat l’ha già fatto. Solo venti anni prima».  Incentrata sui concetti di divulgazione e propagazione, Propaganda presenterà al pubblico una notevole selezione di lavori dell’artista francese: da opere storiche degli anni ’80 fino a nuovi lavori realizzati per la mostra. E tra le opere proposte vi saranno, in grande esclusiva, anche gli stencil originali utilizzati in passato dall’artista. Dopo Miss Tic, quindi, Wunderkammern propone all’Italia un altro pezzo di storia della Street Art, segnando una nuova tappa fondamentale per la promozione e la divulgazione, tra i collezionisti italiani, di questa forma d’arte. Di tutto ciò abbiamo parlato con Giuseppe Pizzuto, co-direttore della nuova venue milanese in Via Ausonio 1A, assieme a Giuseppe Ottavianelli – fondatore della galleria – e all’avvocato Dorothy de Rubeis.

Nicola Maggi: Otto anni di  Wunderkammern. Come è cresciuta la galleria in questi anni?

Giuseppe Pizzuto: «Mi sento di dire che la crescita di Wunderkammern è stata esponenziale in questi anni. Ritengo che, nel tempo, siamo riusciti a strutturare un programma espositivo che desse il giusto spazio ad artisti in cui crediamo e che pensiamo giochino tutti il loro ruolo all’interno del panorama dell’arte contemporanea, cercando di proporre artisti che non avevano mai esposto in Italia (Mark Jenkins, Ludo, Dan Witz, Invader, Rero, Alexey Luka, solo per citarne alcuni), oppure promuovendo l’attività di artisti italiani la cui ricerca ci entusiasmava particolarmente (Sten Lex, Agostino Iacurci, 2501). Direi che il riscontro del pubblico, dei collezionisti e della critica ha premiato le nostre scelte. Abbiamo lavorato molto sul nostro network, ed i risultati non si stanno facendo attendere».

I tre co-direttori della Wunderkammern Gallery: Giuseppe Ottavianelli, Dorothy de Rubeis e Giuseppe Pizzuto

I tre co-direttori della Wunderkammern Gallery: Giuseppe Ottavianelli, Dorothy de Rubeis e Giuseppe Pizzuto

N.M.: Dopo Roma, Milano. Come nasce il progetto di questa seconda sede e quali saranno le sue caratteristiche e i suoi obiettivi?

G.P.: «Era un po’ di tempo che avevamo per la testa l’idea di aprire una seconda sede. Poi dal 2014 ho iniziato a frequentare Milano regolarmente (tutte le settimane passo tre o quattro giorni a Milano). Quindi direi che l’idea si è sviluppata in maniera assolutamente fisiologica. Milano è una città particolarmente sensibile alle tematiche legate all’arte contemporanea nelle sue varie forme. E’ una città dinamica, sempre in movimento, ricca di eventi e con tantissimi appassionati di arte. Siamo inoltre convinti che Milano sia un luogo chiave per l’arte contemporanea in Italia ed in Europa (basti pensare a Fondazione Prada, HangarBicocca, PAC, Triennale, etc.) per questo abbiamo ritenuto quanto mai opportuno rafforzare la nostra presenza milanese. L’ingresso di Dorothy de Rubeis – che vive e lavora a Milano – come socia e co-direttrice di Wunderkammern ha dato poi la spinta propulsiva finale al progetto, e l’idea si è quindi tradotta in realtà. Abbiamo “sondato” il terreno organizzando a fine giugno la mostra-evento “Chained”. La risposta è stata di grandissimo entusiasmo, quindi questo ci ha dato ancora di più energie per proseguire nella nostra direzione. Le caratteristiche e gli obiettivi di Wunderkammern Milano saranno esattamente gli stessi di Wunderkammern Roma, dato che non abbiamo aperto un’altra galleria ma una nuova sede di Wunderkammern, quindi il progetto continua a svilupparsi in maniera unitaria e coerente, con la consueta attenzione ai temi legati alla meraviglia, ai territori di confine, all’arte pubblica ed alle interazioni».

N.M.: L’inaugurazione è prevista per domani, 20 gennaio, con Propaganda, personale di Blek le Rat, padre della Stencil Art. Che lavori potremo ammirare in galleria?

G.P.: «Siamo particolarmente contenti di inaugurare la sede milanese con la prima personale italiana di un artista come Blek le Rat. Sarà possibile ammirare opere su tela, su carta e sculture. Tutte opere concepite appositamente per questa mostra, ad eccezione di alcune chicche assolute: due opere originali del 1987 che abbiamo “scovato” nell’archivio personale dell’artista oltre a qualche stencil originale».

Blek le Rat, Sweet Dreams (with wings, red), 2015. C ourtesy: Wunderkammern Gallery

Blek le Rat, Sweet Dreams (with wings, red), 2015. C ourtesy: Wunderkammern Gallery

N.M.: La Street Art negli anni è diventata un tema dominante nella vostra proposta artistica. Come è cambiato in Italia e nel mondo il mercato per questo particolare genere di arte?

G.P.: «Negli ultimi dieci anni nel mondo (penso a città come Parigi, Londra, San Francisco, New York), il mercato legato a questo particolare segmento dell’arte contemporanea è stato particolarmente attivo. Basti pensare che solo a Parigi ci sono almeno 6 aste l’anno dedicate ad artisti che fanno parte del movimento dell’Urban Art. In italia c’è un collezionismo dedicato che si sta formando, ma c’è anche l’attenzione nascente di collezionisti di arte contemporanea che stanno sempre più di frequente aggiungendo alle loro collezioni opere realizzate da “street artist”. Del resto, questo “movimento” ha oramai più di quarant’anni di storia, e dunque le fasi di mercato sono necessariamente state alterne. Diciamo che negli ultimi 5 anni, in particolare in Italia, c’è stato un fermento particolare».

N.M.: E’ possibile tracciare un identikit del collezionista di Street art?

G.P.: «Direi che è molto complicato tracciare un identikit del “collezionista di street art” (così come lo sarebbe tracciare un identikit del collezionista di pop art, di transavanguardia, o di altri movimenti artistici). Nella maggior parte dei casi, per quella che è la nostra esperienza, si tratta di persone spinte da una passione/pulsione quasi irrefrenabile, con una buona preparazione artistica e grandissime curiosità intellettuale e apertura mentale. C’è ovviamente chi è più attento all’aspetto “investimento” e chi invece è totalmente slegato da dinamiche di profitto. Direi che a livello anagrafico si tratta per lo più di persone tra i 35 ed i 55 anni».

Blek le Rat, Mona Lisa with spray can, 2015. Courtesy: Wunderkammern Gallery

Blek le Rat, Mona Lisa with spray can, 2015. Courtesy: Wunderkammern Gallery

N.M.:  Già dal 2010 la Wunderkammern collabora con Accademie e Istituzioni culturali per realizzare eventi che portino l’arte fuori dalla galleria. Che progetti avete per il 2016?

G.P.: «Art SHOULD BE everywhere! Ci piace molto esplorare progetti che possano coinvolgere il maggior numero di soggetti possibile e dunque in questo senso siamo sempre particolarmente attratti dalle varie possibilità offerte dalle realtà urbane nelle quali viviamo. Per il 2016 abbiamo una line-up di cui siamo molto fieri e che cercherà come sempre di bilanciare mostre di artisti affermati a mostre di artisti emergenti. La collaborazione con le istituzioni sarà un punto chiave del nostro sviluppo futuro. Siamo molto interessati a proseguire nelle collaborazioni istituzionali e ad iniziarne di nuove. Gli istituti di cultura (penso a l’Institut français Italia, l’Institut Francais Centre Saint Louis ed all’Istituto Cervantes) continueranno ad essere degli interlocutori per noi fondamentali. Stiamo inoltre cercando di approfondire e rafforzare ulteriormente le relazioni con le istituzioni museali che più ci interessano».

N.M.: E per quanto riguarda le fiere? Qual è il vostro programma per l’anno appena iniziato?

G.P.: «Per quanto riguarda le fiere guardiamo sempre con grande interesse agli appuntamenti che riteniamo più interessanti, ovvero Basilea, Parigi e Miami».

2 Commenti

  • armellin ha detto:

    Galleria frizzante da conoscere…su Milano non so cosa pensare, per quanto mi riguarda Milano tace, ma continuo a sviluppare contatti operativi a Londra… SA

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