Aste: Fontana e bidders online fanno volare l’asta del Ponte

Un momento dell'asta di Arte Moderna e Contemporanea del Ponte a Milano

In un momento non brillantissimo per il mercato dell’arte sia nazionale che internazionale, il risultato ottenuto ieri dalla casa d’aste Il Ponte, ci pare una preziosa eccezione. L’asta di dicembre di Arte Moderna e Contemporanea di Via del Pontaccio a Milano si è conclusa, infatti, con un fatturato di oltre 7 milioni di euro e tassi di venduto del 92% in lotti e del 255% in valore.  Un risultato incredibile che giunge al termine di due sessioni che hanno visto una grande partecipazione in sala e ai telefoni e record di bidders online.

Lotto 59 – MARIA HELENA VIEIRA DA SILVA, “La plaine – Bords de la Tamise”,  1954. Olio su tela cm 41×75. Venduto: € 212.500

Ma a stupire, al di là del fatturato, è il tasso di internazionalizzazione di questa venduta: oltre 70%, per una geografia di vendita che copre un po’ tutti i continenti.  Le  offerte dall’estero sono arrivate, infatti, da paesi quali Brasile, Canada, Romania, Cina, Giappone, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Austria.

Lotto 61 – KENJIRO AZUMA, “Mu”,  1966 circa. Bronzo parzialmente patinato cm 196x83x33. Firmato e numerato 2/3. Venduto: € 72.500

Un dato, quello appena citato, che conferma la crescente importanza dei canali online anche se con alcuni distinguo significativi. «L’online ha ruolo sicuramente importante – mi spiega a tal proposito il responsabile del dipartimento di arte moderna e contemporanea del Ponte, Freddy Battino – , ma limitato alle opere di valore medio-basso, multipli e litografie: non vendiamo firme, ma opere che la maggior parte dei nostri acquirenti vuole vedere e “respirare” de visu. Questa asta ha segnato un gran numero di bidders online con clienti partecipanti da USA, Giappone, Hong Kong, Cile, UK, Israele, Spagna, Portogallo».

Asso nella manica dell’asta, un catalogo che presentava un’offerta molto ampia in cui, a firma più inflazionate sono stati preferiti nomi quali Maria Helena Vieira Da Silva, il cui La plaine – Bords de la Tamise del 1954 è stato venduto per  212.500 €, o Kenjiro Azuma in catalogo al lotto 61 con la scultura Mu del 1966, aggiudicata per 72.500 euro. Cifra che ha stabilito il nuovo record per l’artista di origini giapponesi, ma naturalizzato italiano, scomparso tre anni fa. Il precedente, realizzato da Sotheby’s ad Hong Kong nel 2017 era di 25.751 €.

Lotto 95 – LUCIO FONTANA, “Madonna con Bambino”,  1954-57. Ceramica policroma smaltata cm 42,5x30x8. Venduto: € 512.500

Tra i risultati più importanti quelli delle ceramiche di Lucio FontanaMadonna con Bambino venduta per  512.500 € e Crocefisso, passata di mano per  475.000 € – che hanno ottenuto i risultati migliori di sempre confermando la vivacità di un trend che ormai dal un paio d’anni sta caratterizzando il mercato, ossia l’interesse del collezionismo per le opere in ceramica e terracotta. Trend di cui Fontana è leader indiscusso a livello mondiale. (Leggi -> Trend Mercato: il momento “caldo” delle opere in ceramica)

Lotto 56 – HANS HARTUNG, “T1955-16”,  1955. Olio su tela cm 81×65. Venduto: € 350.000

Ma quello delle opere in ceramica non l’unico trend confermato da questa vendita, come commenta Battino, illustrando il suo modo di muoversi sul mercato in questo particolare momento: «La domanda è sempre più selettiva, per questo scelgo opere di massima qualità, con un nutrito curriculum espositivo e rappresentative di un preciso contesto storico-culturale».

«Strategia vincente che perseguo da anni – aggiunge – è tralasciare le opere di moda ed inflazionate, spostando l’attenzione verso i grandi maestri e i capolavori nonché quegli artisti che ritengo ingiustamente dimenticati». «Per quanto riguarda il reperimento delle opere per l’asta – conclude Battino -, i collezionisti privati si stanno avvicinando sempre di più alla nostra esperienza e competenza ben coscienti della cura maniacale con la quale le opere vengono presentate in catalogo e il bacino sempre più ampio di collezionisti che seguono e partecipano alle nostre aste».

Proseguendo nell’analisi dei risultati: molto bene, tra i top lot dell’asta, anche Hans Hartung – con l’olio su tela T1955-16 del 1955 venduto a € 350.000 – e Ben Nicholson, il cui March 60 (cub) ha raggiunto i  200.000 € .

BEN NICHOLSON, “March 60 (cub)”, 1960. Olio e rilievi su tavola in cassetta originale dell’artista cm 24×31 (cassetta 25,4x33x4,3). Venduto: € 200.000

Ottimi risultati anche per Second Girl Sitting on Bench di Lynn Chadwick, venduto a € 200.000; Piero Dorazio con Mirino Verde (112.500 €) che conferma così il momendo frizzante del suo mercato; Karel Appel con Noir et Blanc (106.250 €), Mario Cavaglieri con La méche bianca (72.500 €) e Man Ray con Marchand des couleurs (77.500 €). Con questa asta, il dipartimento di Arte Moderna e Contempornea chiude così un nuovo anno record che ha fatto registrare un fatturato di 15.3 milioni di euro.

1 Commento

  • Fab12 ha detto:

    Per trovare i bidders ci vuole tanta professionalità e relazione continua con loro, lavorando sulla credibilità e consulenza… troppe le case d’asta che son capaci di trovare un bidder pochissime quelle che ne sanno trovare almeno tre per ogni opera in asta per far tornare i conti anche al collezionista venditore che spesso accetta di mettere in asta a sottostima fidandosi delle vacue parole della Casa… on line ci sono solo bidders per opere di poca “spesa”… gli altri, quello capienti, vanno su cellulare.
    PS: NON STO ALLUDENDO ASSOLUTAMENTE a Il Ponte… è solo un’osservazione generale.

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