Case d’Aste e NFT: nuove strategie e progetti curati

Sarah Zucker, Self Transcending. Courtesy Sotheby's

Se nella prima fase del boom della crypto art il potere degli NFT sembrava risiedere nella capacità di abbattere quella catena di intermediazioni tipica del sistema dell’arte, è ormai che chiaro che ora anche gallerie, musei e case d’aste puntano a entrare in questo mercato, che offre nuove possibilità non soltanto a chi si occupa di arte digitale.

Forse non ha destato troppo stupore, ad esempio, la notizia degli Uffizi che hanno prodotto e venduto un NFT del noto Tondo Doni di Michelangelo, ricavando 70mila euro. La riproduzione digitale è un brevetto dell’azienda Cinello, che versa al museo il 50% del ricavo netto per ogni NFT ottenuto da un dipinto della collezione.

Nei capitoli precedenti di questo dossier sugli NFT abbiamo voluto sentire le voci di chi sta esplorando questa nuova dimensione, dai collezionisti ai fondatori delle piattaforme marketplace.

In questa occasione torniamo a occuparci di chi ha contribuito in gran parte alla diffusione di questo fenomeno, ossia le case d’aste. Tutto infatti ha avuto inizio dalla grandiosa asta di Beeple da Christie’s, alla quale sono subito seguiti altri progetti, come The Fungible Collection di Pak da Sotheby’s e REPLICATOR di Mad Dog Jones da Phillips.

 

Ryoji Ikeda, A Single Number That Has 10,000,086 Digits. Courtesy Sotheby’s

Cerchiamo di capire come proprio le case d’aste stanno rapidamente rispondendo al crescente interesse di collezioni private e investitori, adattando i loro strumenti e cambiando alcune policy.  Sia Sotheby’s che Phillips hanno annunciato ad esempio che accetteranno pagamenti in criptovalute per opere fisiche.

Nei prossimi giorni inoltre partiranno nuove aste di NFT che hanno la particolarità di essere progetti curati (curated sales) e includono opere di artisti nativi digitali riconosciuti a livello mondiale. Queste operazioni fanno trasparire la volontà della case d’asta non soltanto di operare all’interno della blockchain, ma anche di educare la clientela tradizionale ai linguaggi artistici digitali.

Natively Digital: a curated NFT sale di Sotheby’s, dal 3 al 10 giugno, includerà opere di Ryoji Ikeda, Pak, Don Diablo e Mario Klingemann, assieme al primo Intelligent NFT di Robert Alice e un ulteriore artista nominato dalla comunità artistica tramite Twitter usando l’hashtag #NativelyDigital.

Come ha dichiarato Michael Bouhanna, Contemporary Art Specialist: «Natively Digital sarà la più grande occasione per educare il nostro pubblico tradizionale sui grandi artisti e i diversi talenti che compongono questo nuovo spazio».

 

Larva Labs, Autoglyph #177. Courtesy Sotheby’s

Anche Christie’s propone un curated sale dal titolo Proof of Sovereignty: a curated NFT sale by Lady PheOnix dal 25 maggio al 3 giugno, puntando su grandi nomi della media art come Nam June Paik, insieme a Jenny Holzer, Urs Fischer, Gerald Laing e alcuni artisti emergenti.

L’asta è interessante perché, come spiegato nel comunicato, «impiega anche metadati, archiviazione e standard legali che sono stati assenti da milioni di opere d’arte associate a NFT fino ad ora».

Philipps lancia invece Bitchcoin dell’artista Sarah Meyohas, che nel 2015 aveva rilasciato Bitchcoin, una delle prime tokenizzazioni d’arte. Ora Phillips offrirà, dal 25 al 28 maggio, 480 Bitchcoin associati ai petali di rosa del progetto Cloud of Petals del 2017. L’artista ha fotografato 100.000 petali di rosa, creando un set di dati per produrre un numero infinito di petali-NFT prodotti algoritmicamente.

 

JENNY HOLZER, PRESENT born-digital, single-channel video 2160 x 2160 pixels, 2021. Courtesy Christie’s

Stiamo dunque assistendo a un momento di forte sperimentazione da parte delle case d’asta, pertanto abbiamo posto alcune domande agli specialisti che si stanno occupando di questi nuovi progetti.

Lucia Longhi: Il mercato dell’arte secondario, da sempre incentrato su opere tangibili, uniche e certificate, ora accoglie per la prima volta dei beni intangibili, abbraccia l’arte digitale e accetta pagamenti in criptovalute. Qual è lo scenario futuro per l’arte digitale?

Michael Bouhanna, Contemporary Specialist di Sotheby: «Siamo all’inizio di un viaggio digitale in rapida crescita, quindi è difficile prevederne l’evoluzione, ma senza dubbio la tecnologia NFT è una delle più grandi innovazioni che il mercato dell’arte abbia visto per molto tempo. Vedremo emergere sempre più creatori di talento e probabilmente diventerà sempre più diffuso anche il crossover tra NFT di opere d’arte digitali e opere fisiche.

È ancora presto, ma si stanno compiendo grandi progressi anche nelle possibilità espositive dei beni digitali, e una volta che potremo appendere un NFT come un dipinto, questo mezzo diventerà molto più accessibile al nostro pubblico attuale, che forse è attualmente più attaccato all’esperienza fisica.

Per dimostrare come il mondo dell’arte digitale e fisica stiano rapidamente iniziando a incontrarsi, Sotheby’s New York ha recentemente offerto Banksy’s Love is in the Air e per la prima volta una casa d’aste ha invitato l’acquirente a pagare o in criptovaluta o USD, a suo piacimento.

La nostra prima incursione in questo mercato con l’asta PAK ha attirato oltre 3.000 acquirenti, la maggior parte dei quali erano nuovi. Abbiamo collaborato con Nifty Gateway per facilitare la vendita in quanto sono una piattaforma affidabile ed esperta, perché è fondamentale che i nostri clienti non incontrino difficoltà tecniche e che siano certi che si tratta di un investimento sicuro.

La nostra seconda asta di NFT, Natively Digital, sta già ricevendo molta attenzione sia dai nostri cripto-collezionisti che dai clienti tradizionali. Ci sono molti artisti digitali che sono già considerati pionieri nel loro campo, riconosciuti da importanti istituzioni come il MoMA e il Whitney Museum di New York.

E ora hanno trovato in questo nuovo mezzo un modo per commercializzare le loro opere in modo più sostenibile, ad esempio Simon Denny, Casey Reas e Ryoji Ikeda – che fanno parte della nostra Natively Digital Sale – erano già molto presenti nel movimento artistico digitale molto prima che la tecnologia NFT fosse inventata».

Rebekah Bowling, 20th Century & Contemporary Art Specialist di Philips: «Phillips sostiene da tempo il progresso dell’arte digitale all’interno della comunità di collezionisti tradizionali e, in poco tempo, l’introduzione degli NFT ha portato a un risposta entusiasta sia dalla comunità crypto, sia dai collezionisti tradizionali. Crediamo molto negli NFT come nuovo mezzo artistico da vendere insieme a dipinti e sculture: diventeranno sicuramente una parte regolare della nostra offerta».

 

Nam June Paik, Global Groove (opening) 1973, video, courtesy Christie’s

L.L.: Gallerie, fondazioni e musei stanno già sperimentando vendite di NFT, infatti il ruolo delle istituzioni è anche quello di garantire la validità delle transazioni e la reputazione degli artisti. Quale sarà il ruolo di gallerie, dealers, musei e case d’aste in questo contesto?

Michael Bouhanna, Contemporary Specialist di Sotheby: «Ovviamente non posso parlare a nome di tutti, ma per Sotheby’s vediamo il nostro ruolo come attori chiave nella creazione di un ponte da questa nuova forma innovativa di arte digitale e il mondo dell’arte istituzionale.

Il nostro obiettivo è guidare il nostro settore nell’adozione di questa nuova tecnologia e collaborare con sperimentatori, come Pak, che sono in prima linea nell’esplorazione del valore che questo strumento può generare per ogni attore nel mondo dell’arte.

C’è un enorme vantaggio per gli artisti essere in grado di vendere direttamente le loro opere a collezionisti che sono disponibili attraverso nuovi mezzi. Attraverso le nostre mostre e aste NFT, speriamo anche di fornire ai nostri clienti e seguaci una comprensione più profonda della complessa tecnologia da cui derivano queste opere.

Sì, siamo nel business della vendita di arte, ma abbiamo anche un ruolo a lungo termine, ossia l’educazione del nostro pubblico “tradizionale” sui grandi artisti e sui diversi talenti che compongono questo nuovo spazio, perchè è estremamente importante contestualizzare e spiegare le opere.

Per la nostra seconda asta NFT, “Natively Digital: A Curated NFT Sale”, abbiamo collaborato con Samsung per ospitare una mostra virtuale e fisica multi-sede, che speriamo possa dare vita a queste opere virtuali nella vita reale».

Rebekah Bowling, 20th Century & Contemporary Art Specialist di Phillips: «Quando presentiamo un artista all’asta per la prima volta, prestiamo molta attenzione al nostro approccio, poiché molti di questi mercati sono ancora in via di sviluppo. E questo è certamente il caso degli NFT. In Phillips, la nostra strategia è stata quella di lavorare direttamente con gli artisti, che fino ad ora è stato un evento raro per le case d’asta. È entusiasmante per noi ora avere l’opportunità di collaborare alle vendite con gli stessi creatori e portare il loro lavoro a un pubblico veramente globale».

 

Sarah Meyohas, Most Beautiful Petals, Red Bull Arts New York. Ph. Lance Brewer. Courtesy Phillip’s

L.L.: La vendita di NFT può includere alcune strategie, come la frammentazione – un NFT può essere convertito in migliaia di token digitali – che dà vita a una sorta di multi-proprietà, e, in alcuni casi, l’accompagnamento del NFT a un oggetto fisico. Come reagiscono i collezionisti? Queste azioni possono aprire la porta a una rete di investitori più ampia?

Michael Bouhanna, Contemporary Specialist di Sotheby: «Assolutamente. L’obiettivo degli NFT è rendere l’arte di valore ampiamente disponibile per tutti, e frammentando i token, rende anche la proprietà più accessibile». 

Rebekah Bowling, 20th Century & Contemporary Art Specialist di Phillips: «La cosa particolarmente interessante degli artisti NFT con cui abbiamo lavorato è che hanno considerato la reazione del mercato al loro lavoro sin dall’inizio: creano le opere tenendo conto di come potranno essere collezionate  e scambiate più avanti nel tempo. Se il mercato era in precedenza un argomento tabù per gli artisti, ora li vediamo abbracciare e apprezzare questo aspetto del loro lavoro, creando una dinamica completamente nuova e interessante tra tutti gli attori del mercato dell’arte».

Meghan Doyle, catalogatrice di Christie’s: «Indipendentemente dalla strategia dell’asta, i collezionisti saranno sempre attirati verso le offerte più rare ed emozionanti. Sebbene Christie’s abbia utilizzato lo storico periodo di offerte online di 2 settimane per Beeple, c’è spazio per esplorare strategie alternative, progettate per soddisfare le esigenze dei collezionisti emergenti.

Christie’s è stata lieta di entrare nel mercato digitale in un momento in cui la visibilità delle criptovalute era in aumento. Dal momento che la pandemia ha reso l’interazione online sempre più necessaria, dotarci di uno spazio digitale implementato allo stesso modo delle nostre realtà fisiche per noi è stato un passo sensato e naturale, per tutte le nostre categorie di collezionisti.

Per quanto riguarda il metodo di visualizzazione, cosa che interessa ai nostri clienti, la decisione di associare un oggetto fisico a un NFT spetta interamente all’artista. Una volta che i fondi sono stati trasferiti dall’acquirente al venditore, sia in valuta reale che in criptovaluta, il token stesso viene trasferito dal portafoglio digitale del venditore a quello dell’acquirente.

A seconda del contenuto associato al token e dell’entità del coinvolgimento dell’artista nell’aiutare l’acquirente a sviluppare un metodo di visualizzazione, l’acquirente è libero di godersi il contenuto associato al suo nuovo token come preferisce. A volte i metodi di visualizzazione sono offerti in combinazione con il token stesso, come nel multi-lavoro EVERYDAYS di Beeple».