Novità sui contributi a fondo perduto per il sostegno delle Gallerie d’arte

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

Con la conclusione della pausa estiva e l’inizio del mese di settembre cominciano a prendere forma diversi appuntamenti italiani ed europei, tra cui il Miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano in programma dal 17-19 settembre prossimi e ArtBasel (24-26 settembre).

Tuttavia, a fronte di alcune liete notizie per il mercato delle gallerie d’arte, permangono ancora alcune incertezze dovute alla gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 che mettono un freno all’entusiasmo degli operatori del settore. (Leggi anche -> Ripartono le fiere: tra speranze e timori)

Per sostenere gli operatori economici più colpiti nell’ultimo anno e mezzo al Covid-19, il legislatore ha previsto alcune tipologie di aiuti. Nell’ambito del presente articolo saranno analizzati il contributo per le imprese chiuse previsto dal MISE, nonché il sostegno perequativo introdotto dal Decreto Sostegni Bis, con particolare riferimento alle gallerie d’arte.

 

Contributo del MISE per le imprese chiuse durante l’emergenza Covid

Lo scorso 1° settembre il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto interministeriale con il quale è stato attivato il fondo da 140 milioni di euro per sostenere le attività d’impresa e professioni che sono rimaste chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Più in dettaglio, la misura si rivolge ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione che hanno avuto nel periodo intercorrente fra il 1° gennaio 2021 e la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 25 maggio 2021, la chiusura per un periodo complessivo di almeno cento giorni.

 

Soggetti Beneficiari e ammontare contributo

Come chiarito dall’allegato 1 del decreto ministeriale, possono beneficiare del suddetto aiuto, i soggetti oggetto qui di interesse che hanno quale codice attività 47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte).

In particolare, il contributo è parametrato alle risorse disponibili pari a 140 milioni e viene ripartito tra i soggetti beneficiari secondo le seguenti modalità:

  1. a) euro 3.000,00 (tremila), per i soggetti con ricavi e compensi fino a euro 400.000,00 (quattrocentomila);
  2. b) euro 7.500,00 (settemila e cinquecento), per i soggetti con ricavi e compensi superiori a euro 400.000,00 (quattrocentomila) e fino a euro 1.000.000,00 (un milione);
  3. c) euro 12.000,00 (dodicimila), per i soggetti con ricavi e compensi superiori a euro 1.000.000,00 (un milione);

Ai fini della quantificazione del contributo, occorre far riferimento ai ricavi e compensi fiscalmente rilevanti relativi al periodo d’imposta 2019.

 

Procedura di accesso e modalità operative

Per ottenere il contributo, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti previsti per accedere alla misura. L’istanza può essere presentata anche tramite un intermediario abilitato alla trasmissione della dichiarazione dei redditi.

Le modalità di effettuazione dell’istanza di cui sopra, unitamente al suo contenuto informativo, i termini di presentazione dello stesso e ogni altro elemento necessario saranno definiti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da adottare entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto.

Pertanto, sarà necessario attendere la pubblicazione del citato provvedimento prima di procedere con l’invio dell’istanza per richiedere il contributo.

 

Contributo “perequativo” del decreto Sostegni BIS

Il contributo a fondo perduto perequativo è stato introdotto dal Decreto Sostegni BIS, a favore dei soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato che svolgono attività d’impresa, arte o professione, i cui ricavi o compensi non siano superiori ai 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, tra le quali possono rientrare anche le gallerie d’arte.

L’accesso al contributo, si ricorda, è subordinato alla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2020 entro il prossimo 30 settembre.

Per ottenere il citato contributo è quindi necessario avere avuto un peggioramento del reddito imponibile fiscale nei due esercizi di riferimento, vale a dire 2019 e 2020 al netto di eventuali ristori già percepiti.

Al fine di verificare il citato peggioramento occorre prendere in esame lo specifico campo della dichiarazione dei redditi 2019 e 2020 contenuto nell’Allegato A del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 4 settembre.

Per rendere operativa la misura, è necessaria l’emanazione di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisca la misura del peggioramento del risultato di esercizio sia la percentuale di ristoro.

Tuttavia, come chiarito da una interrogazione parlamentare dello scorso 8 settembre, il citato decreto uscirà solamente in data successiva al 30 settembre, cosi da tenere conto del tetto di risorse attualmente disponibili per la misura.

In conclusione, per non farsi trovare impreparate le Gallerie d’arte dovranno verificare la riduzione del proprio reddito imponibile confrontando i dati indicati nell’Allegato A del Provvedimento del 4 settembre e allo stesso tempo rispettare la scadenza di invio della dichiarazione entro il prossimo 30 settembre.