Mercato: se il mondo (ri)scopre Leoncillo

Leoncillo Leonardi (1915-1968)

«Creta, creta mia, materia mia artificiale, ma carica per metafora di tutto ciò che ho visto, amato, di ciò a cui sono stato vicino, delle cose che ho dentro, con cui, in fondo, mi sono, volta per volta, identificato». In questa frase tratta dal suo Piccolo Diario, è possibile cogliere tutta l’intensità emotiva del lavoro di Leoncillo Leonardi. Sicuramente uno dei più grandi scultori contemporanei a cui abbia dato i natali il nostro Paese, ma che solo recentemente sembra essere stato riscoperto dal collezionismo internazionale che nell’ultimo anno e mezzo gli ha tributato non pochi riconoscimenti di mercato.

A differenza di altre (ri)scoperte che stanno animando il mercato, per Leoncillo la domanda da porsi è però molto diversa dal solito. Se abitualmente, di fronte a questi fenomeni di rivalutazione tardiva, viene da chiedersi “perché proprio adesso?”, in questo caso la domanda che sorge nella mente è: “Perché solo adesso?”. Cerchiamo allora di vedere chi è stato Leoncillo Leonardi, come si sta evolvendo il suo mercato e cosa c’è dietro a questo ritorno di interesse che inizia, come per molti artisti italiani, tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI.

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