“Unwrapped” da Sotheby’s Parigi: nuovo record d’asta per Christo e Jeanne-Claude

Christo e Jeanne-Claude nel 1970. Particolare della foto utilizzata per il catalogo dell'asta Unwrapped di Sotheby's

Il 17 febbraio scorso, da Sotheby’s a Parigi, si è svolta la prima sessione dell’asta dedicata alla collezione privata di Christo e Jeanne-Claude, messa all’incanto dalla Fondazione da loro creata, che presumibilmente ne utilizzerà il ricavato per finanziare l’ultimo progetto degli artisti: l’impacchettamento dell’Arc de Triomphe, previsto per il prossimo ottobre, secondo la volontà espressa da Christo poco prima della morte, avvenuta nel maggio scorso.

Il catalogo, composto di 28 lotti (originalmente 29, ma non è stato presentato il portfolio di litografie di El Lissitzky al n. 9), era come prevedibile di qualità altissima, e tutti i lavori presentati sono stati aggiudicati, la maggior parte di essi (ben 24!) superando la stima massima, in più di un caso quintuplicandola o addirittura sestuplicandola (una Boite mystère ne pas ouvrir di Ben Vautier del 1962, lotto n. 29: stima € 4.000-6.000, aggiudicata a € 37.800).

Christo, The Umbrellas (joint project for Japan and Usa), 1991. Graphite, charcoal, wax crayon, pastel, fabric, printed paper and paper collage on paper (in two parts). 39,5 x 245 cm Courtesy of Sotheby’s

Cinque le opere di Christo e Jeanne-Claude presenti — quattro progetti “storici” e un Empaquetage —, tra le quali uno dei due The Umbrellas (Joint project for Japan and USA) del 1991 (lotto n. 19, stima € 200.000-300.000) ha fatto segnare il nuovo record per gli artisti, facendo battere il martello a € 1.706.500 (l’altro, al lotto n. 20, di eguale misura e stima, ha raggiunto i 1.222.500 €). Ha più che triplicato il valore della stima massima (€ 150.000) anche l’Empaquetage del 1961 al lotto n. 5, spuntando la cifra di € 520.700.

(Leggi anche -> Christo: analisi di mercato di un artista libero)

L’artista maggiormente rappresentato in catalogo, dopo Christo e Jeanne-Claude, era Andy Warhol, presente con quattro opere, tra cui una bellissima Jackie del 1964 (lotto n. 6: stima € 700.000-1.000.000), aggiudicato a € 920.000.

Bellissimi anche il Monochrome bleu sans titre (IKB 19) di Yves Klein del 1958 ca. (al n. 3: stima € 100.000-150.000, aggiudicato a € 436.000) e Tre di Mimmo Rotella del 1963 (n. 14: stima € 30.000-50.000, aggiudicato a € 81.900). L’altro artista italiano che spiccava in catalogo era Lucio Fontana, il cui Concetto Spaziale, Attesa del 1963 (un taglio su tela grezza, lotto n. 11) ha quasi raddoppiato la stima massima venendo battuto a € 920.000.

Andy Warhol, Jackie, 1964. Silkscreen ink on linen. 50,8 x 40,6 cm

Altre aggiudicazioni notevoli sono state quelle di Untitled (Surrogate Paintings) di Allan McCollum (lotto n. 7: stima € 3.000-5.000, aggiudicato a € 30.240) e Relations Between eo and e For Nearly Circular Orbit di Bernar Venet (al n. 25) che da una stima di € 10.000-15.000 si è spinto fino alla cifra di € 75.600.

Il risultato totale della vendita ha raggiunto gli 8.048.310 €. Senza dubbio l’appeal della provenienza illustre delle opere ha giocato un suo ruolo fondamentale, ma è facile comprendere come la loro qualità, peraltro all’interno di un’unitarietà “storica” della collezione, abbia giustificato la corsa all’aggiudicazione che ha caratterizzato la sessione.

La collezione privata di Christo e Jeanne-Claude, frutto in gran parte di scambi con amici artisti, era composta in totale di quasi 400 pezzi, e il 18 febbraio è stata la volta della seconda sessione d’asta, dedicata soprattutto a opere e oggetti di piccole dimensioni, multipli ed ephemera.

Tadao Ando, Christo and Jeanne-Claude, The Pont Neuf Paris, 2010. Ink on paper, 32 x 94 cm

Anche qui le aggiudicazioni hanno raggiunto talvolta risultati sorprendenti: un disegno a inchiostro di Tadao Ando, Christo and Jeanne-Claude, The Pont Neuf Paris del 2010, lotto n. 102, da una stima di € 500-700 ha spuntato la cifra di € 17.640; Tube on a Diagonal, H1 di Richard Tuttle, lotto n. 409, dalla stessa stima è arrivato addirittura a € 22.680; la fotografia di Lucien Clergue Nu de la Forêt, al n. 156, ha decuplicato la stima massima venendo battuta a € 11.970; Pyramid I di Nicolas A. Moufarrege, al n. 307, ha raggiunto la cifra di € 44.100 contro una stima massima di € 2.000; al lotto successivo, un Ritratto di Marcel Duchamp di Ugo Mulas del 1965 ha spuntato € 9.450 su stima di € 300-500.

Come si intuisce, alcune stime risultavano fin troppo prudenti (la china di Saul Steinberg del 1947 al n. 389, aggiudicata a € 16.380, partiva da una stima di € 200-300!): in ogni caso anche questa tornata  è risultata alla fine completamente sold out, con molte opere che hanno raggiunto cifre ragguardevoli  per un totale di 1.216.089 €, che sommati al totale della prima parte della vendita portano ad un risultato complessivo di 9.264.399 €.

In catalogo comparivano anche lavori di Piero Manzoni (una Impronta d’artista del 1960, lotto n. 272, battuta a € 8.820), Keith Haring, Damien Hirst, Jenny Holzer (un’opera da The Survival Series, accoppiata a un set di 10 stampe nel lotto n. 216, ha raggiunto la cifra di € 63.000 contro una stima di € 5.000-7000), oltre che di diversi esponenti di Nouveau Réalisme, Pop Art, Minimalismo e Fluxus.

Nota per il lettore: tutte le aggiudicazioni includono il buyer’s premium

2 Commenti

  • Alessandro ha detto:

    Buongiorno. Ritengo sarebbe stato interessante un’analisi più approfondita delle opere di Christo, del perché hanno fatto il record ed in generale di cosa aspetti nel 2021 il mercato di questo straordinario artista… mi sembra un’occasione sprecata.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Buongiorno, la ringrazio per il suo commento, ma questo è solo il resoconto di un’asta. Le analisi di mercato sono un’altra cosa, richiedono più tempo rispetto ad un articolo di cronaca di mercato e per questo vengono pubblicate periodicamente cercando proprio di tracciare una traiettoria relativa a determinati trend.

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